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Allocutions du President de la Region AUGUSTE Rollandin au 61° Anniversaire du Statu Special

Pres.Augusto Rollandin
 

61e ANNIVERSAIRE DU STATUT SPECIAL -63e ANNIVERSAIRE DE L’AUTONOMIE
DE LA VALLEE D’AOSTE
 
Mesdames et Messieurs les représentants des Autorités, Chers collègues,
Mesdames et Messieurs,
A l’heure où nous célébrons l’anniversaire de l’autonomie de la Vallée d’Aoste, nous sommes bien conscients qu’il va nous falloir réfléchir non seulement aux dispositions du Statut spécial qui ont ou n’ont pas encore été appliquées, mais aussi – et surtout – au rôle que notre Région entend jouer en cette période charnière, alors que le contexte historique est extrêmement délicat et difficile. Les valeurs fondatrices de l’autonomie valdôtaine n’ont rien perdu de leur actualité, aujourd’hui encore, elles constituent un solide point d’ancrage, et ce, pas seulement pour les Valdôtains. Le véritable défi que notre Région doit être capable de relever consiste à donner de ces mêmes valeurs une lecture actuelle et à les traduire en autant de réponses concrètes, adaptées aux nouvelles exigences de la société valdôtaine. La Région est d’ailleurs appelée à jouer un rôle moteur, dans le cadre tant de la politique régionale que des rapports inter-institutionnels. Disons tout de suite, au sujet de ces derniers, qu’ils sont parfois empreints de quelques tensions et que la voie du dialogue entre les Régions et le Gouvernement central n’est pas toujours facile. Je crois cependant que ces difficultés pourraient être surmontées : il suffirait pour cela, d’une part, d’appliquer correctement le principe de la collaboration loyale et, d’autre part, de mettre en oeuvre quelques réformes institutionnelles propres à garantir l’équilibre entre les différents niveaux de gouvernement, dans le respect des compétences de chacun. A ce propos, il est évident que l’application de l’article 119 de la Constitution, sur le fédéralisme fiscal, ne répond que partiellement aux attentes régionalistes et aux aspirations fédéralistes. Pour être efficace, la réforme, si n’est pas complète et liée à la mise en place simultanée d’un fédéralisme institutionnel, reste de difficile attuation. Le dépassement d’un système strictement bicaméral et l’institution d’un Sénat fédéral, de même que la pleine application du principe de la subsidiarité sont, de fait, les conditions nécessaires pour que l’application tant attendue de l’article 119 de la Constitution donne les résultats que l’on espère. La Vallée d’Aoste est prête à soutenir les objectifs de solidarité et de répartition des charges, eu égard aux inégalités de capacité fiscale entre les divers territoires, selon des modalités qui respectent son autonomie : je pense par exemple à la prise en charge des coûts liés à l’exercice des fonctions de l’État qui lui seraient confiées ou pourraient lui être déléguées, comme le prévoit par ailleurs déjà le projet de loi qui est en cours de discussion au Parlement. D’ailleurs, grâce à l’exercice attentif des compétences que lui reconnaît son Statut en matière d’organisation et de financement des collectivités locales, la Vallée d’Aoste a déjà démontré qu’elle était prête pour le fédéralisme : nous avons mis sur pied un système intégré des autonomies qui est à l’avant-garde de tout ce qui existe en Italie et peut répondre aux besoins liés aux caractéristiques territoriales, économiques, sociales, culturelles et linguistiques des collectivités locales valdôtaines. Et je rappelle que celles-ci constituent le tissu social de notre communauté depuis des millénaires. Le système en question, qui est fondé sur le principe d’une égale dignité des institutions, assure la participation des autonomies locales aux processus décisionnels de la Région qui les concernent, tandis que la structure particulière des finances locales garantit, d’une part, des ressources certaines et, d’autre part, une responsabilité accrue au niveau de la gestion financière, dans la mesure où toutes les Communes de la Vallée concourent au maintien de l’équilibre des finances publiques, conformément au pacte de stabilité interne, un engagement dont la Région est le garant vis-à-vis de l’État. E proprio per questo la Valle d’Aosta chiede allo Stato le riforme che ritiene necessarie. Tra queste, vi è senz’altro il riconoscimento del principio dell’intesa con il Consiglio regionale per ogni modifica dello Statuto speciale. Tale richiesta - che, come noto, si è tradotta nella presentazione di un disegno di legge costituzionale d’iniziativa consiliare - è necessaria, al fine di impedire che l’autonomia della Regione possa essere intaccata da azioni unilaterali dello Stato, e costituisce altresì il presupposto affinché si possa procedere ad una opportuna azione di riforma dello Statuto. Riforma più volte tentata nel passato, anche facendo ricorso a commissioni speciali, senza mai giungere alla predisposizione di un testo condiviso da sottoporre al Consiglio regionale per l’approvazione. Il tema rimane di attualità, anche se assistiamo a tentativi sempre più frequenti di ridurre o limitare le competenze, impedendo il funzionamento della Commissione paritetica. Il Governo infatti non ha ancora provveduto a nominare i rappresentanti di parte statale, nonostante la Regione abbia invece designato i suoi tre rappresentanti il 2 ottobre scorso. Numerose e importanti sono, infatti, le questioni che, grazie alle norme di attuazione, prezioso strumento a servizio dell’autonomia, potrebbero trovare una positiva soluzione. Tra queste si può ricordare la definizione dei criteri e delle modalità del concorso della nostra Regione agli obiettivi di solidarietà e di perequazione, necessari all’attuazione del federalismo fiscale. La Regione potrebbe assumere dallo Stato importanti funzioni amministrative, come la previdenza, la prevenzione nei luoghi di lavoro, la viabilità internazionale. Queste nuove funzioni, oltre a consolidare l’autonomia, si tradurrebbero in servizi più efficienti in quanto un’amministrazione vicina alla propria comunità conosce bene il territorio e sa rispondere in forma ottimale alle sue esigenze. A questo proposito, rinnoviamo la nostra richiesta affinché lo Stato ponga in essere le azioni necessarie – in ossequio a quel principio di leale collaborazione tanto spesso invocato – non solo utili a riattivare la Commissione paritetica, ma anche a consentire la piena attuazione delle norme già entrate in vigore. Come nel caso delle funzioni catastali e di quelle in materia di motorizzazione civile. Solo con la piena cooperazione delle amministrazioni statali queste potranno essere concretamente esercitate dalla Regione. Dobbiamo poi ricordare come la complessa attuazione dell’articolo 14, riferito alla zona franca, argomento sempre rimasto nel limbo, potrebbe essere affrontata da una prospettiva diversa, con l’istituzione delle zone franche montane che, sul modello delle zone franche urbane, sperimentate con successo in Francia e già introdotte nell’ordinamento italiano con una disposizione della legge finanziaria del 2007, prevedano agevolazioni ed incentivi previdenziali e fiscali in grado di attrarre gli investimenti di capitale e sostenere le imprese, con evidenti benefici per l’occupazione. Riteniamo inoltre urgente un intervento dello Stato affinché si addivenga ad una precisa e chiara definizione delle competenze legislative regionali, così come risultanti dalla riforma costituzionale del 2001, con particolare riferimento alla potestà concorrente. Troppo spesso, infatti, le Regioni esitano a esercitare la competenza loro attribuita, a causa dei risultati incerti che da tale esercizio possono derivare. I dati sul contenzioso costituzionale Stato-Regioni, infatti, non sono per nulla confortanti: quasi seicento i ricorsi proposti tra il 2002 e il 2008, oltre trecento quelli contro leggi regionali. Benché si possa registrare una lieve flessione nell’ultimo biennio, è ormai evidente come solo un intervento dello Stato possa porre rimedio ad una situazione che rischia di incancrenirsi. Sempre in riferimento ai rapporti con lo Stato, la Valle d’Aosta, da sempre aperta verso l’Europa, rivendica con forza il riconoscimento di un rappresentante al Parlamento europeo, non potendo ritenere sufficiente il ruolo meramente consultivo che le è attualmente riconosciuto con la partecipazione al Comitato delle Regioni. Siamo convinti che solo un’Europa delle Regioni e dei Popoli e non degli Stati possa riavvicinare la gente agli ideali di un’Europa federale. Reclamiamo, altresì, il pieno esercizio del diritto di partecipare alle decisioni dirette alla formazione degli atti comunitari, la cosiddetta fase ascendente. Tale diritto, espressamente riconosciuto dall’articolo 117, comma quinto, della Costituzione -  attuato dalla legge 131/2003, nota come legge La Loggia -, e dall’Accordo generale di cooperazione Stato-Regioni, ancora oggi non può essere esercitato dalle Regioni. Nell’attesa di un ruolo più forte e operativo delle regioni, con particolare attenzione a quelle di montagna, la Valle d’Aosta sta attuando importanti forme di cooperazione territoriale con le Regioni transfrontaliere. Sin dalla sua istituzione nel 2006, la Valle d’Aosta ha guardato con grande interesse all’innovativo strumento giuridico europeo denominato Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale, il cosiddetto GECT, che consente ad autorità territoriali appartenenti a Stati diversi di istituire gruppi di cooperazione con personalità giuridica. Attraverso il GECT, per la cui operatività in Italia si attende l’approvazione della legge comunitaria del 2008, ancora all’esame del Parlamento, la Valle d’Aosta potrà rendere più efficaci le forme di cooperazione transfrontaliera, in quanto l’Euroregione Alpi-Mediterraneo potrà essere finalmente dotata di personalità giuridica di diritto europeo. Con l’Euroregione, la Valle d’Aosta attua, con Piemonte, Liguria, Provence-Alpes-Côte d’Azur e Rhônes-Alpes, forme di collaborazione non solo per rafforzare i legami politici, economici e sociali tra le rispettive popolazioni, ma anche, e soprattutto, politiche integrate dirette a favorire lo sviluppo sostenibile di un territorio, come quello montano, che deve necessariamente porre un’attenzione  particolare alle politiche ambientali e dei trasporti e puntare a valorizzare le risorse del territorio e le sue peculiarità artistiche e culturali. Dobbiamo oggi ricordare come, in questo momento, la nostra attività e la nostra attenzione siano focalizzate sulle azioni da intraprendere per fronteggiare la crisi economica, cercando di renderle sempre più incisive ed efficaci. Con il supporto e la collaborazione delle forze sindacali e sociali, delle associazioni di volontariato, degli Enti locali e di tutte le forze politiche, la Regione ha già adottato un primo pacchetto di misure a sostegno delle imprese e delle famiglie, ponendo particolare cura nei confronti delle fasce più deboli, con le misure previste dal nuovo piano socio-sanitario. Altre misure sono in fase di preparazione e particolarmente utile sarà la predisposizione del nuovo piano di politica del lavoro e della formazione professionale. Strumento questo per combinare azioni di politica attiva, a sostegno dell’occupazione, con misure di completamento al reddito, con la massima attenzione alla promozione di percorsi integrati finalizzati a contrastare la perdita di posti di lavoro in caso di crisi aziendali, settoriali o derivanti da piani di ristrutturazione. Ma la Valle d’Aosta deve dimostrare di saper guardare avanti e supportare tutti i Valdostani che hanno diritto ad una dignità lavorativa, dimostrando di avere una visione lungimirante che la renda pronta ad affrontare la sfida della ripresa. Per preservare le risorse naturali necessarie ad uno sviluppo sostenibile, è nostra cura dedicare grande attenzione all’ambiente e al territorio, mettendo al riparo la Regione dai rischi idrogeologici, garantendo e rassicurando i cittadini con un sistema di protezione civile che è all’avanguardia. Anche ciò è possibile grazie alle competenze che lo Statuto Speciale attribuisce alla Regione. Vista l’incertezza della politica energetica italiana e considerati i dubbi che suscita un ritorno al nucleare, la Valle d’Aosta, conscia dell’atout che ciò rappresenta per il suo sviluppo, investirà, per il tramite delle partecipate regionali, nelle energie rinnovabili e porrà in essere politiche dirette al risparmio energetico, nonché a ridurre le emissioni di gas “climalteranti”, contribuendo in tal modo a realizzare gli obiettivi del protocollo di Kyoto.  Il dialogo e la leale collaborazione tra tutte le forze politiche, pur nel rispetto delle diverse posizioni ideologiche, si confermano elementi essenziali in questo delicato momento per mettere in atto politiche credibili per il futuro della nostra Regione. Comme disait le chanoine Joseph Bréan, selon lequel «Aimer le Pays, c’est défendre ses droits, travailler à la conservation de ses bonnes traditions, se dévouer à son progrès spirituel, religieux et temporel. En agissant ainsi, on travaille aussi à l’épanouissement de la civilisation universelle » avec cohérence essayons d’être dignes de nos racines.
 
 
Dr.Augusto Rollandin - Presidente della Regione Autonoma Valle d’Aosta

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