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 BRUSSON  |  Informazioni  
Nome: BRUSSON
Comune : BRUSSON
Indirizzo : Piazza Municipio, 1
Regione : Autonoma Valle d'Aosta
Provincia : Aosta
Cap : 11022
Telefono : +39.125.300132
Fax : +39.125.300647
Email : : info@brusson.org
Web : www.brusson.org
Abitanti : Brussonins – Breutsonen - Breutsonentse
Popolazione : 849
Altitudine : 1.338 m. s.l.m.
Densità ab./Kmq : 16,06 kmq
Superficie : 55 kmq
Distanza da Aosta : 53 km
Patrono : Saint Maurice, 22 settembre
Prefisso Tel. : 0125
Numero Famiglie : 436
Numero Abitazioni : 1.944
Codice ISTAT : 007012
Codice Catastale : B230
 
Numeri Tel. Utili
Acquedotto
tel.+39.125300132

Elettricità - Guasti
tel.+39.16532866

Forestale
tel.+39.125300145

Polizia Municipale
tel.+39.125300132

Polizia Stradale
tel.+39.125830211

Soccorso Alpino
tel.+39.165238222
   

Località e Frazioni
Pahquì, A Pila, Fontana, Artséza, Crièn, Gran-a, Fénéya, A Crouch, Ehtó, Vollón, Ehtrepira.

Comuni confinanti
Ayas, Challand-Saint-Anselme, Emarese, Gaby, Gressoney-Saint-Jean, Issime, Saint-Vincent

Chiese ed altri edifici religiosi
Chiesa di San Maurizio
Cappella di San Valentino
Cappella di San Sebastiano
Cappella dei Santi Giacomo e Filippo



Monumenti ed altri siti di interesse
Castello di Graines.

Eventi Feste e Sagre siti di interesse
Aprile: La fiera del bestiame

Storia

Potrebbe derivare dal termine bruscia, ossia cespuglio, con l'aggiunta del suffisso collettivo -on. Secondo alcuni deriverebbe dai termini dialettali brussei (cespuglio) o brusson (mirtillo), secondo altri deriva da bruxeum ovvero giacimento aurifero in riferimento alla presenza in zona di tre miniere ormai chiuse.
 
L’antico feudo di Graines comprendeva originariamente Ayas, Brusson, un terzo del territorio di Challant e due terzi di Gressoney. La sua nascita risale al VI secolo e più precisamente al 515, anno in cui Sigismondo(re dei Burgundi), per commemorare i martiri della legione Tebea, fondò l'abbazia di Saint-Maurice d'Agaune nel Vallese (venne distrutta dai Saraceni, risaliti dal mare fino al Vallese attraverso valichi alpini, nel X secolo). Per garantire ai monaci una rendita costante, Sigismondo donò loro diversi possedimenti tra cui il feudo di Graines. Quest'ultimo era vasto, popolato, possedeva delle terre molto fertili e permetteva di trarre molta ricchezza dallo sfruttamento delle sue miniere. Durante l'XI secolo la Valle d'Aosta, fino ad allora sotto il controllo dei Borgoni, passò al dominio dei conti di Savoia. Con capostipite Bosone, la famiglia dei Challant, già visconti di Aosta e fedelissimi servitori dei conti di Savoia, dai quali erano stati gratificati con alti onori, divennero i nuovi signori della valle. La cappella del castello, dedicata a San Martino, figura nel “Messale di Brusson”, attribuito all’ XI secolo, e in documenti pontifici datati tra il 1145 e il 1170. Il maniero, però, risale forse all'XI secolo, il che rimanderebbe all'antica tradizione di un monastero fortificato in luogo del successivo castello: questa tradizione si inserisce nel solco della più vasta leggenda che vorrebbe i monaci di San Maurizio responsabili della diffusione del cristianesimo in Ayas e fondatori della chiesa di Brusson, votata a San Maurizio. Il maniero veniva anticamente definito Castro Sancti Martini, in onore della locale chiesetta di San Martino. Il primo documento in cui viene citato il castello è l'omaggio feudale del 1263, dove il visconte di Aosta, Gotofredo diChallant, riceve in feudo dall’abate di Saint-Maurice "il castello di Graines, la montagna chiamata Palasinaz, le terre di Vollon, la montagna di Soremont e la montagna di Fontesin con tutte le loro decime". I monaci, infatti, cedettero i diritti del feudo agli Challant con una serie di investiture che durarono fino al 1727. I motivi di tale decisione vanno ricercati nei nuovi equilibri politici instauratisi in Valle d'Aosta, ma anche nella difficoltà di gestire il feudo a causa della lontananza.I Challant, verso la metà del XIII secolo, estesero presto la loro signoria anche su Arnad, prima che tale giurisdizione passasse ai signori di Vallaise in seguito a vicende di eredità. Ibleto di Challant, nel corso del Trecento acquisì anche le signorie di Verrès ed Issogne. La zona a settentrione del territorio di Verrès, d'altro canto, era destinata a cadere nelle mani degli Challant, i quali avevano acquisito già nel 1351 una parte del feudo di Torille.  Ibleto, che morì nel1405, veniva così ad essere l'unico signore in tutta la valle percorsa dal torrente Evançon, grazie all'appoggio sabaudo ed alle sue indiscutibili capacità personali: ricostruì i castelli di Verrès ed Issogne, rendendo il primo un forte praticamente inespugnabile ed il secondo, cominciato appena dopo l'inaugurazione del maniero di Verrès nel 1390, un piacevole e sontuoso castello di rappresentanza. Issogne si rivelò una struttura sufficientemente comoda per accogliere un imperatore, Sigismondo, che vi transitò nel 1414 insieme ad Amedeo VIII di Savoia. Nel 1410, alla morte del figlio di Ibleto, Giovanni, che era stato investito delle signorie di Graines e di Châtillon, i possedimenti feudali passarono a Francesco di Challant, che nel 1424 divenne conte: egli viene ricordato per aver concesso le franchigie a Brusson ed Ayas, il 27 settembre 1418. Francesco contrasse alcuni debiti per poter garantire una dote sontuosa alle sue quattro figlie, nate dai matrimoni con Marguerite d'Oron de Bossonens e con Françoise Maréchal de Meximieux, al punto da dover rinunciare al castello ed alla signoria di Montjovet perché i Savoia supplissero alla sua carenza di fondi. Due figlie, Antonia e Bona, scomparvero prima del padre. Francesco, morendo nel1442, lasciò inalterato il proprio testamento del 21 giugno 1437, che designava le sue figlie superstiti, Margherita e Caterina, alla successione. Nacque così un duro scontro per la spartizione delle ricche e belle contrade degli Challant, contese aspramente alle due donne da parenti avidi di terre e denaro. Caterina era una donna, per l'epoca, fuori dal comune. Ben decisa a mantenere la proprietà delle terre dei suoi avi, era decisa a difendere i propri diritti con qualsiasi mezzo: anche con le armi, se necessario. Decisa ad avere mano libera nel condurre la lotta contro i Savoia e gli avidi parenti, si liberò dell'ingerenza della sorella Margherita con undicimila fiorini, relegandola nel comodo castello di Verrès. Risiedeva nel castello di Châtillon ma, non sentendosi completamente sicura nel condurre da lì la sua battaglia, si trasferì a Challant nell'aprile 1450: per l'occasione Pietro Sarriod d'Introd la scortò attraverso il Col de Joux con duecento soldati, per prevenire imboscate dell'infido parentado escluso dal testamento di Francesco, se non da parte di truppe sabaude. Sempre nel 1450 Pietro e suo fratello Francesco fortificarono e munirono di agguerrite guarnigioni i manieri di Graines e di Challant. Due anni più tardi parve arrivato il momento della rivalsa per Caterina: il suo acerrimo rivale, Giacomo di Challant-Aymavilles, era caduto in disgrazia presso i Savoia, a causa di una congiura detta "dei Ciprioti" poiché volta contro la duchessa Anna di Cipro. La nobile ricevette così i suoi diritti sulle terre degli Challant, ad eccezione del castello di Graines; ma nuovamente i parenti insistettero, caldeggiando la sorella Margherita, la quale si era da tempo pentita di aver ceduto a Caterina i diritti derivati ad entrambe dal padre. Margherita era stata anche ampiamente osteggiata da Pietro d'Introd, il quale non nascondeva il suo desiderio di espellerla dal maniero di Verrès. Nel frattempo Caterina, Pietro e Francesco d'Introd vennero riconosciuti colpevoli e condannati non solo ad una multa di mille marchi d'oro, bensì anche alla confisca dei beni. Essi scelsero probabilmente la risposta sbagliata, quando il 31 maggio 1450 pranzarono nella sede vescovile di Verrès, danzando poi con il popolo in segno di sfida. Ludovico di Savoia nominò allora una Commissione per stabilire chi, delle due sorelle, fosse nel pieno del diritto: nel luglio 1453, i suoi esponenti si recarono al castello di Villa- Challand dove furono ricevuti da un uomo che, con abili parole, cercò di convincerli d'essere solo a guardia del maniero. Uno dei commissari, non convinto, riuscì a scorgere circa sessanta militi appostati appena all'interno del castello: venne catturato, mentre con grande clamore dall'alto delle mura venivano scagliati massi e dardi contro gli stupefatti commissari, alcuni dei quali vennero seriamente feriti prima di riuscire a guadagnare la copertura delle case di Villa. Alla fine dello stesso anno Caterina, dispensata da papa Nicolò V dagli impedimenti matrimoniali con documento datato 21giugno 1453, sposò Pietro Sarriod d'Introd. Nel 1456, la sorte decretò la fine della coppia. Il 30 giugno Giacomo di Challant- Aymavilles, perdonato dopo la congiura, fu nominato a Ginevra vero ed unico conte di Challant, terra alla quale si affrettò a far ritorno. Questa volta non esitò a rispondere all'ennesimo rifiuto alla capitolazione di Caterina con le armi, ed assediò sia il castello di Châtillon che la roccaforte di Verrès. Contro Caterina si schierarono due capitani piemontesi e un gran numero di uomini armati, mentre il governatore di Vercelli, Guglielmo di Challant, assediò il maniero di Verrès. Caterina, forse presa in contropiede nel primo dei due manieri, invocò il soccorso del marito che, di carattere focoso ed impetuosamente fedele alla consorte, radunò i suoi e lasciò subito la relativa sicurezza di Verrès: sfortunatamente cadde in un'imboscata nelle vicinanze del monastero di Saint Gilles, dove venne trucidato. Nel dicembre 1456 Caterina si arrese, consegnando ogni signoria a Giacomo. Questi, magnanimo o forse finalmente pago, non infierì sulla cugina sconfitta; viene ricordato per aver concesso le franchigie a Challand- Saint- Victor, il 30 marzo 1459, dopo una lunga attesa dovuta al vuoto di potere causato dalla morte di Francesco di Challant ed alla disputa tra Caterina, Giacomo stesso ed i Savoia. Un anno più tardi, Caterina di Challant venne accusata di sortilegi contro i Savoia, ma, sebbene arrestata, fu successivamente liberata. Ciò non fu sufficiente a domare la nobile dama, che nel 1462sposò il signore di Polinge, tramando e ricorrendo saltuariamente alla forza per riavere la contea di Challant. Morì intorno al 1476, dopo qualche anno di silenzio nelle cronache, quasi certamente ancora indomita: viene ricordata ancora oggi nel carnevale di Verrès, come autentica eroina. Il castello di Graines succesivamente passò ai Savoia, e nel 1615 il duca Carlo Emanuele I vi pose una piccola guarnigione (due archibugieri e quattro moschettieri) poichè temeva una incursione spagnola in Ayas. Con il decadere dell'investitura dei Challant, a partire dal 1727, il castello venne abbandonato e col passare del tempo si ridusse allo stato di rudere. Nel 1841 alla morte dell'ultima Challant, la contessa Gabriella, il castello ormai diroccato passò ai Passerin d'Entrèves, che successivamente ne diedero al Comune di Brusson il diritto di usufrutto. Nei primi anni del '900, il D'Andrade, in collaborazione con Giuseppe Giacosa, ha compiuto un restauro facendo in mondo che ancora oggi si possa visitare e apprezzare i resti originali del castello.


 
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©2018 Infovallée - Reg. Trib di Aosta N°5227 - 011/1988 Dir. Testata Dario Bordet - Le Roy S.r.l P.iva 01064110073 - Credits